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Contratto: c’è aria d’ottimismo ...  Anche per gli addetti stampa?

07.05.08
 

Franco Siddi, Segretario Generale del Sindacato dei giornalisti italiani

Contratto: c’è aria d’ottimismo
di Alessandra Mieli

(fonte: L'Opinione)

Fare previsioni è un esercizio pericoloso: se non si azzeccano si rischia una figuraccia. Ma quando le probabilità giocano a favore, si può azzardare. Questa premessa vale soprattutto se si parla del rinnovo del contratto dei giornalisti, scaduto, ad oggi, da ben 1.165 giorni, cioè più di tre anni. Ma, la sensazione è che i tempi stiano maturando e che (forse, il condizionale è d’obbligo) si arriverà a un’intesa con la controparte, gli editori, prima dell’inizio dell’estate. In fondo i temi sul tappeto sono pochi e, volendo, l’accordo si potrebbe raggiungere. 

Diciamo che tira un’aria di ottimismo, e che il traguardo, che sarebbe salutato con soddisfazione, sembra possibile al 70%. Finalmente! Senza mancare di rispetto alla passata gestione della Federazione nazionale della Stampa, verrebbe da pensare che il ricambio sia stato salutare. Da una posizione di netta chiusura, costata alla categoria molte inutili giornate di sciopero, si è passati a un confronto con la controparte che ha aperto spazi di discussione e di confronto. Non a caso il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, nel corso di un incontro di un incontro su filosofia e informazione a Pescara si è lasciato andare a un’affermazione inusitata fino a qualche mese fa: “Sul contratto si va avanti a piccoli passi, ma sono comunque passi avanti” ha detto Siddi. 

“E’ importante il fatto che si stia ragionando con rigore e serietà sui temi dell’innovazione e delle sfide che riguardano la futura collocazione dell’informazione e, per quanto riguarda i giornalisti, della giusta collocazione del lavoro professionale e quindi della considerazione delle funzioni e del valore dell’attività giornalistica”. 

Nel frattempo, ha ricordato il segretario, la Fnsi prosegue nel lavoro di approfondimento seminariale con i Cdr dei giornali già chiamati a misurarsi con progetti di innovazione multimediale. 

“Il lavoro sui contratti è il cuore dell’iniziativa del sindacato in questi mesi - ha detto ancora Siddi - e per questo prosegue anche l’attività per la disciplina del lavoro negli uffici stampa e per l’emittenza locale, per la quale il 13 maggio prossimo si svolgerà un primo tavolo di confronto con Aeranti Corallo, allo scopo di definire l’agenda negoziale per il rinnovo del contratto di settore”. 

Il punto cruciale è e resta la multimedialità, ma per i giornalisti che non lavorano nei grandi gruppi conta anche il salario (non accresciuto da integrativi aziendali). Magari anche iniziando una sperimentazione sui contratti d’area che aiuterebbero i giornalisti che lavorano nelle città più care a sbarcare un po’ più dignitosamente il lunario. 

Non è proprio lo stesso infatti pagare l’affitto a Milano o a Roma invece che in una medio piccola città di provincia del centro sud. Idem dicasi per il costo della vita in generale. Pare di capire però che un nodo difficile da sciogliere sia la maggiore mobilità richiesta dagli editori nel settore dei periodici dove la raccolta pubblicitaria non cresce abbastanza per sostenere alcune pubblicazioni. Il fronte sindacale spera anche di riuscire a ottenere d’intesa con gli editori modifiche al disegno di legge sull’editoria che siano di concreto sostegno alla carta stampata, il settore più sofferente del settore. E, in questo senso, a quanto ci risulta, la posizione del futuro esecutivo sembra essere di maggiore disponibilità. Magari sarà per “sensi di colpa” del premier, o per non attirarsi le ire dei giornali di sinistra che maggiormente hanno beneficiato dei contributi all’editoria, fatto sta che (nonostante l’indignazione di Beppe Grillo) il disegno di legge potrebbe alla fine risultare più “morbido” o quanto meno legato ad aspetti concreti e non a posizioni di principio.

fonte:
www.opinione.it 
 
_laComunicazione