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RAI/ MORTO SALVATORE PROVOLENTI, CAPOREDATTORE UFFICIO STAMPA

23.05.08
 
 
 

 

E' morto improvvisamente, ieri sera a Roma, Salvatore Provolenti, caporedattore dell'Ufficio Stampa Rai, che ne da oggi notizia.

Cinquantanove anni, giornalista professionista dal 1977, dopo aver lavorato nei giornali economici era entrato in Rai nel 1983 assunto nella redazione regionale per il Molise, trasferito a Roma nel 1987 era stato tra i fondatori della testata Televideo.

Nel 1993 era passato all'Ufficio Stampa dove era responsabile della redazione che si occupa della radiofonia e seguiva i grandi appuntamenti internazionali della Rai, come il Prix Italia.
Lascia la moglie e due figlie.

www.ufficiostampa.rai.it

Roma, 23 mag. (Apcom) - E' morto improvvisamente, ieri sera a Roma, Salvatore Provolenti, caporedattore dell'Ufficio Stampa Rai, 59 anni, giornalista professionista dal 1977.

Dopo aver lavorato in diversi giornali economici, provolenti era entrato in Rai nel 1983 assunto nella redazione regionale per il Molise, trasferito a Roma nel 1987 era stato tra i fondatori della testata Televideo. Nel 1993 era passato all'Ufficio Stampa dove era responsabile della redazione che si occupa della radiofonia e seguiva i grandi appuntamenti internazionali della Rai, come il Prix Italia. Lascia la moglie e due figlie.

I funerali si svolgeranno a Roma, domani 24 maggio alle ore 11.00, presso la parrocchia di San Vigilio in via Paolo Di Dono.

notizie.alice.it

Che giornata orribile

Dopo Paolo Giuntella, e' morto anche Salvatore Provolenti, caporedattore dell'Ufficio Stampa Rai

Infarto. Se n'e' andato un rompiballe di prima categoria, troppo grande lavoratore, pignolo, puntiglioso, permaloso, sempre pronto a discutere. Ma se n'e' andato anche un amico generosissimo, un uomo solitario che sembrava non vederti per niente e invece notava tutto. Ma proprio tutto, dalle ombre che ci seguono in alcuni periodi ad un nuovo gioiellino. So che era un grande padre e un dolce marito, ma di se' parlava poco. Due figlie, una moglie, da bravo siciliano "le sue donne preziose".

Lo conoscevo da quando stavamo a Televideo e lui portava dolcetti e caramelle a tutti i colleghi che avrebbero fatto il turno con lui. Poi magari si chiudeva nella sua stanza e ne usciva solo per gridare:"La vogliamo mandare quest'Ultimora o no?! Si dorme?!".

Qui all'Ufficio Stampa ci manca gia'. Nessuno ha aperto la sua porta, forse speriamo tutti di vederlo uscire pieno di fogli e giornali:"Potremmo fare..." E chi se l'aspettava questo vuoto, questa tristezza grande?

Buon viaggio Salvatore. E lascia in pace gli angeli che secondo me sono fumantini peggio di te.

Serena Iannicelli

fonte:

www.ilbarbieredellasera.com


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