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E' morto
improvvisamente, ieri sera a Roma, Salvatore Provolenti,
caporedattore dell'Ufficio Stampa Rai, che ne da oggi
notizia.
Cinquantanove anni, giornalista professionista dal 1977,
dopo aver lavorato nei giornali economici era entrato in
Rai nel 1983 assunto nella redazione regionale per il
Molise, trasferito a Roma nel 1987 era stato tra i
fondatori della testata Televideo.
Nel 1993 era
passato all'Ufficio Stampa dove era responsabile della
redazione che si occupa della radiofonia e seguiva i
grandi appuntamenti internazionali della Rai, come il Prix
Italia.
Lascia la moglie e due figlie.
Roma, 23
mag. (Apcom) - E' morto improvvisamente, ieri sera a Roma,
Salvatore Provolenti, caporedattore dell'Ufficio Stampa
Rai, 59 anni, giornalista professionista dal 1977.
Dopo aver lavorato in diversi giornali economici,
provolenti era entrato in Rai nel 1983 assunto nella
redazione regionale per il Molise, trasferito a Roma nel
1987 era stato tra i fondatori della testata Televideo.
Nel 1993 era passato all'Ufficio Stampa dove era
responsabile della redazione che si occupa della
radiofonia e seguiva i grandi appuntamenti internazionali
della Rai, come il Prix Italia. Lascia la moglie e due
figlie.
I funerali si svolgeranno a Roma, domani 24 maggio alle
ore 11.00, presso la parrocchia di San Vigilio in via
Paolo Di Dono.
Che
giornata orribile
Dopo Paolo Giuntella, e' morto anche Salvatore Provolenti,
caporedattore dell'Ufficio Stampa Rai
Infarto. Se n'e' andato un rompiballe di prima categoria,
troppo grande lavoratore, pignolo, puntiglioso, permaloso,
sempre pronto a discutere. Ma se n'e' andato anche un
amico generosissimo, un uomo solitario che sembrava non
vederti per niente e invece notava tutto. Ma proprio
tutto, dalle ombre che ci seguono in alcuni periodi ad un
nuovo gioiellino. So che era un grande padre e un dolce
marito, ma di se' parlava poco. Due figlie, una moglie, da
bravo siciliano "le sue donne preziose".
Lo conoscevo da quando stavamo a Televideo e lui portava
dolcetti e caramelle a tutti i colleghi che avrebbero
fatto il turno con lui. Poi magari si chiudeva nella sua
stanza e ne usciva solo per gridare:"La vogliamo mandare
quest'Ultimora o no?! Si dorme?!".
Qui all'Ufficio Stampa ci manca gia'. Nessuno ha aperto la
sua porta, forse speriamo tutti di vederlo uscire pieno di
fogli e giornali:"Potremmo fare..." E chi se l'aspettava
questo vuoto, questa tristezza grande?
Buon viaggio Salvatore. E lascia in pace gli angeli che
secondo me sono fumantini peggio di te.
Serena Iannicelli
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